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Nozione
di vettore
Il concetto di vettore trova la sua origine nell'ambito della
Fisica in quanto in essa la descrizione basata solo su grandezze
elementari quali per esempio il tempo, la massa, la temperatura,
il volume, si dimostra ben presto inadeguata alla rappresentazione
degli oggetti e delle loro relazioni.
Le grandezze fisiche si distinguono essenzialmente in due grandi
classi. Quelle che risultano completamente definite quando se ne
conosce la sola misura rientrano nella categoria delle grandezze
scalari le altre richiedono di norma un maggior contenuto informativo
e vengono rappresentate dalle grandezze vettoriali.
Nella prima categoria rientrano grandezze come la lunghezza, l'area,
il volume, il tempo, la temperatura, la pressione, il calore specifico,
l'energia ..., e per queste è sufficiente fornire la loro
grandezza relativamente ad una opportuna unità di misura:
esempi tipici delle grandezze vettoriali sono invece lo spostamento,
la velocità, l'accelerazione, la forza, l'impulso, ....
Scelta un'unità di misura, ad ogni segmento si può associare un numero reale non negativo AB.
Sia AB la misura della lunghezza del segmento .
Definiamo un segmento orientato come quel segmento di estremi A e B nel
quale si sia assegnato un ordine e quindi si possa distinguere un
punto iniziale ed uno finale. A tal fine si sceglie il simbolo convenendo di considerare A come il punto
iniziale e B come quello finale. Graficamente ciò si
esprime tramite una freccia che parte da A e giunge in B.
Il simbolo individua
il segmento orientato di verso opposto ad e
si pone .
Nota che la misura della lunghezza di entrambi è ancora la
medesima, AB = BA, e risulta un numero positivo se ,
mentre è nulla se . In tal caso
il segmento orientato è detto
il segmento orientato nullo.
La lunghezza del segmento orientato si dice norma, in fisica intensità o modulo.
Un vettore nel piano (o nello spazio) è un ente
geometrico caratterizzato da una direzione, un verso e
un'intensità (modulo).
Per denotare un vettore utilizziamo il simbolo , mentre usiamo la notazione per individuare i segmenti orientati
rappresentativi del vettore. Per esempio, se due vettori e possiedono
la medesima direzione, verso e lunghezza allora sono rappresentativi
dello stesso vettore, e si può scrivere .
Indichiamo con il modulo o norma del
vettore .
Due vettori si dicono:
equipollenti quando hanno la stessa direzione, lo stesso
verso e uguale modulo; concordi se hanno stessa direzione e stesso verso; discordi quando hanno stessa direzione e verso contrario; opposti se hanno uguale intensità e sono discordi.
I punti A e B si chiamano rispettivamente origine ed estremo del
vettore.
Se il punto A
è fisso il vettore si dice applicato in A,
se invece A è un qualunque punto della retta r,
sostegno di ,
il vettore si dice applicato ad r. Se non è applicato
si dice libero.
Operazioni
con i vettori.
Dati due vettori e possiamo
definire delle operazioni tra essi in modo da associare a ciascuna
coppia un altro vettore.
Regola del triangolo. Il vettoresomma (o vettore
risultante) di due vettori e si determina graficamente applicando
nell'estremo di , mediante
una traslazione, il vettore . Il vettore che unisce
l'origine di con l'estremo
di fornisce
la somma .
Regola del parallelogramma. Un altro metodo consiste nella regola
del parallelogramma: il vettore risultante è rappresentato dalla diagonale del parallelogramma
costruito per mezzo dei segmenti orientati rappresentativi dei
due vettori e disposti in modo da avere l'origine in comune.
Regola del poligono. Nel caso in cui i vettori siano numerosi
si può utilizzare la regola del poligono (metodo
punta e coda). Consiste nel traslare i diversi vettori in modo
che l'origine di ognuno coincida con l'estremo del precedente. Il
vettore risultante si ottiene quindi unendo l'origine del primo con
l'estremo dell'ultimo.
Proprietà:
Commutativa:
Associativa:
Elemento neutro:
Per determinare il vettore differenza basta sommare ad l'opposto
di : .
Osserviamo che per la differenza di vettori non vale la proprietà commutativa,
infatti: .
Utilizzando la regola del parallelogramma si può notare che
la lunghezza della diagonale uscente dall'origine comune esprime
la lunghezza di mentre la
lunghezza dell'altra diagonale è pari alla lunghezza del vettore .
Somma di vettori. Regola del triangolo.
Prova a variare la lunghezza dei vettori u e v , vedrai modificarsi
il vettore somma w.
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Sul computer che utilizzi deve essere installata la Java Virtual Machine,
in una versione 1.4 o successiva.
Somma di vettori. Regola del parallelogramma.
Prova a variare la lunghezza dei vettori u e v , vedrai modificarsi
il vettore somma w.
VERIFICALO, trascinando il vettore v sul suo traslato
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Somma di vettori. Regola del poligono.
Prova a variare la lunghezza dei vettori, vedrai
modificarsi il vettore risultante R.
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Differenza di vettori.
Prova a variare la lunghezza dei vettori u e v , vedrai modificarsi
il vettore somma w e
il vettore differenza w'.
Moltiplicazione
di un vettore per uno scalare. [indice]
Dato uno scalare a (numero reale) e un vettore è possibile definire una nuova
operazione tale da associare a questi due un altro vettore.
Se moltiplichiamo un numero reale per
un vettore otteniamo
un vettore che ha come modulo il prodotto ,
per direzione la stessa direzione di e
come verso lo stesso di se , opposto
a quello di se .
Es.
In particolare il prodotto di un vettore per il reciproco del
suo modulo, , viene detto
il versore di . (Dalla definizione
ne segue che il modulo di un versore è uguale a 1).
Scomposizione
di un vettore lungo due direzioni assegnate. [indice]
Questo è il procedimento per cui dato un vettore e due rette r e s tra
loro non parallele, è possibile trovare due vettori disposti
lungo r e s in modo che la loro somma sia .
Per determinare i vettori componenti secondo le direzioni r e s si
conducono dall'estremo del vettore le
parallele alle rette date fino ad ottenere i punti C e D.
In accordo alla regola del parallelogramma per la somma di vettori,
possiamo dunque scrivere che e
concludere che i vettori e sono i vettori
componenti di secondo le
due rette assegnate r e s .
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Scomposizione di un vettore.
Prova a variare la lunghezza del vettoreu e
la posizione delle rette r e s , vedrai modificarsi i vettori componenti
lungo le direzioni delle rette assegnate.
Sappiamo che un sistema cartesiano ortogonale isometrico si ritiene assegnato quando, definiti
due assi ortogonali, su questi si stabiliscono un'origine, un verso
positivo e una unità di misura. In alternativa possiamo scegliere
due versori ortogonali e :
questi determinano due direzioni ortogonali, un verso positivo, e
inoltre il segmento unitario rappresenta l'unità di misura.
La coppia di versori costituisce una base per il riferimento
cartesiano.
Possiamo pertanto esprimere un qualsiasi vettore del piano nei termini delle sue componenti,
ovvero come , e identificare
la coppia di numeri come le componenti
cartesiane di e i vettori e come i vettori componenti cartesiani di .
Applicando il teorema di Pitagora al triangolo rettangolo OAC si
può ricavare il modulo del vettore : .
Se in un riferimento cartesiano i punti origine ed estremi di
un vettore sono dati
attraverso le loro coordinate cartesiane, e , le componenti
del vettore nella
base si ottengono
dalla differenza delle corrispondenti coordinate dell'estremo B con
quelle del punto iniziale A, ossia .
Il modulo di si
ottiene applicando il Teorema di Pitagora: .
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Componenti cartesiane di un vettore.
Prova a variare la lunghezza del vettore, vedrai come variano le sue componenti
cartesiane.
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Il prodotto scalare(o interno) di due vettori e ,
indicato con , è il
prodotto dei moduli dei due vettori moltiplicato per il coseno dell'angolo
da essi formato: .
Osservazione: il prodotto scalare di due vettori è un
numero.
Geometricamente il prodotto scalare di due vettori è il
prodotto del modulo del primo moltiplicato per il modulo della proiezione
del secondo sul primo.
Proprietà:
- il prodotto scalare è commutativo: ;
- vale la proprietà distributiva del prodotto rispetto alla somma: .
Se i due vettori del piano sono
assegnati attraverso le loro componenti cartesiane, ,
il prodotto scalare dei due vettori è dato dalla somma dei prodotti delle
rispettive componenti: .
Osservazione: da questa definizione si deduce che il prodotto
scalare di due vettori non nulli è nullo se e solo se i
due vettori sono tra loro perpendicolari: .
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Prodotto scalare di due vettori.
Prova a variare la lunghezza del vettoreu e v , vedrai modificarsi la proiezione di v lungo u.
Si definisce prodotto vettoriale(o esterno) di
due vettori e ,
non nulli né paralleli, indicato con ,
il vettore che ha per direzione la perpendicolare al piano individuato
da e , per modulo il prodotto dei moduli
dei due vettori moltiplicato per il seno dell'angolo da essi
formato , e il verso (regola della mano destra) è indicato dal pollice della mano destra quando le altre dita, inizialmente disposte lungo , si avvolgono verso percorrendo l'angolo ).
Proprietà:
- il prodotto vettoriale non è commutativo: ;
- vale la proprietà distributiva del prodotto rispetto alla somma: .
Se i due vettori del piano sono assegnati attraverso le loro componenti cartesiane, ,
il prodotto vettoriale dei due vettori è dato da: .
Osservazioni:
il prodotto vettoriale di due vettori è un vettore;
il prodotto vettoriale di due vettori non nulli è nullo se e solo se i
vettori sono tra loro paralleli;
Area del parallelogramma ABCD =
Area del triangolo ABC =
Si definisce prodotto misto di tre vettori , e lo scalare.
Osservazioni:
l'operazione di prodotto vettoriale deve precedere quella di prodotto scalare,
perché, mentre il risultato della prima è ancora un vettore che
può subire la seconda, il risultato della seconda è uno scalare
che non avrebbe senso moltiplicare vettorialmente; il prodotto misto si può indicare
anche con la scrittura dove però è sottointeso
l'uso della proprietà associativa: . i
tre vettori sono complanari.
Proprietà:
Il valore assoluto del prodotto misto di tre vettori misura algebricamente il volume
del parallelepipedo costruito sui tre vettori;
Viene definito doppio prodotto vettoriale il vettore . Le parentesi sono indispensabili perché il
doppio prodotto vettoriale non gode della proprietà associativa
per cui: .