| |
Ivars Peterson ha sperimentato in prima
persona(da insegnante di matematica e di scienze)le difficoltà dell'apprendere
e trasmettere l'idioma, ostico ai profani, della matematica. In
quella terra misteriosa per molto tempo si è sentito smarrito,
come Alice si sentiva "molto molto confusa" nel Paese
delle Meraviglie del matematico Lewis Carroll. Ostinato viaggiatore,
Peterson non si è arreso: superate le fitte boscaglie di
termini tecnici, affrontati i picchi di equazioni indecifrabili
e concetti astrusi, si è reso conto che il panorama della
matematica sta cambiando.
C'è un nuovo interesse per le applicazioni, un ritorno a immagini
concrete, una crescente apertura verso la sperimentazione: insomma,
la matematica sta diventando più accessibile. Peterson registra
questo cambiamento: i temi trattati nel suo libro sono istantanee scattate
nel mondo avvincente e talvolta bizzarro della matematica moderna.
'Il turista matematico' illustra così all'appassionato e al
semplice curioso tutte le bellezze della nuova frontiera della scienza
dei numeri.
|
| recensioni |
da http://web.infinito.it/utenti/t/tecalibri
PREFAZIONE
«Curioso, sempre più curioso!» esclamò Alice.
LEWIS CARROLL, Alice
nel Paese delle Meraviglie
Anni fa, quando ero matricola all'università di Toronto
frequentavo il corso di laurea in fisica e chimica (con grandi dosi
di matematica in sovrappiù) c'erano dei momenti in cui temevo
di essere caduto in una tana di coniglio e di trovarmi nel Paese
della Confusione. Ricordo che più di una volta, in qualche
aula sordida e buia, circondato da compagni insonnoliti e perplessi,
cercavo invano di capire che cosa stesse succedendo. Il professore
scriveva sulla lavagna un'equazione via l'altra e si esprimeva in
uno strano idioma che, anche se assomigliava alla madrelingua comune,
in realtà non lo era. Infatti, anche se riuscivo a riconoscere
le singole parole, non capivo niente di quel che diceva. Mi ero completamente
smarrito, come il più svagato dei turisti in terra straniera.
Quella sconcertante sensazione non mi ha mai lasciato del tutto.
Oggi, come giornalista specializzato in argomenti di fisica e di
matematica, provo spesso l'umiliante sensazione di essere un estraneo
quando ascolto i ricercatori che presentano relazioni, nel corso
degli incontri scientifici. Le parole le conosco, ma la lingua non è la
mia. Suppongo che i miei studenti, negli otto anni in cui ho insegnato
scienze e matematica nelle scuole medie superiori, abbiano spesso
avuto la stessa impressione, a dispetto dei miei sforzi per trasmettere
loro il divertimento e l'emozione che si potevano trovare in quegli
argomenti. |