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LAutore intende sfruttare una casuale doppia
ricorrenza: da un lato il
2000, Anno Mondiale della Matematica", dallaltro gli anni 2000-2001,
settecento anni dal "viaggio oltremondano" di Dante, celebrato nella
sua Commedia. E lo fa in maniera narrativa, creando gustosissime scene nelle
quali, in circostanze sempre molto diverse fra loro, Dante incontra la Matematica.
La Commedia è intrisa di matematica, si sa, e lo si potrebbe mostrare
facilmente con estrema correttezza esegetica. Ma lAutore preferisce divertire
con invenzioni che, alla piacevolezza narrativa, accostano però sempre
unacuta ed attentissima ricognizione storica e filologica. Non a caso,
a testimonianza di ciò, le due prefazioni sono state affidate a ben noti
studiosi: il primo commentatore di Dante, il secondo storico della Matematica.
Il libro si rivolge: a tutti coloro che amano Dante e la poesia medievale; a
tutti coloro che odiano Dante e la poesia medievale; a tutti coloro che amano
la matematica; a tutti coloro che odiano la matematica; a tutti coloro che non
hanno mai pensato che si potessero accostare tra loro due discipline così diverse;
a tutti coloro che lhanno sempre sospettato. Per la lettura di questo testo
sono necessari alcuni prerequisiti: la conoscenza almeno della esistenza della
Divina Commedia e una competenza matematica più o meno a livello di tabellina
pitagorica.
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| biografia |
Bruno D'Amore:
laureato in Matematica, Filosofia, Pedagogia, insegna Didattica delle
Matematica alle Università di Bologna e Bolzano e, con una
certa continuità, a Queretaro, Madrid e Bogotà, ma
ha anche tenuto corsi di Storia della Matematica e di Logica della
Matematica. Attivo nella ricerca in didattica, da molti anni si occupa
assiduamente della presenza della matematica nell'opera di Dante.
In questo campo è autore di alcuni saggi pubblicati in varie
lingue ed è stato invitato come relatore a Convegni internazionali
di studi su Dante.
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