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La matematica non è quell'ostacolo
insormontabile che condanna definitivamente chi non vi è portato
a rimanere escluso dai suoi misteri. L'autrice propone di stabilire
un contatto concreto e reale tra l'allievo e la matematica, sdrammatizzando
il rapporto con questa "misteriosa" materia e aiutandolo
a lasciarsi coinvolgere profondamente, a farne un'esperienza di
crescita.
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| recensioni |
da L'Indice di Emanuele Vinassa de Regny
In questo libro a parlare di matematica è un'insegnante
di scienze dell'educazione nelle Università di Parigi X
e Parigi VII che si è specializzata nel campo della psicopatologia
della matematica. Il tema portante è il "blocco" che,
in tutti i livelli di scuola, coglie molti studenti quando si avvicinano
a questioni di matematica. Naturalmente la matematica è "umana" come
tutte le altre scienze e, infatti, l'atteggiamento di rifiuto o
di rinuncia fatalistica nasconde in realtà un coinvolgimento
emotivo che però non trova paragoni in qualsiasi altra attività scolastica.
Diviso in tre parti (Lamentele: i miti matematici; Vivere la matematica;
L'inconscio all'opera. Strutture matematiche, strutture psichiche),
il testo presenta una successione di casi "clinici" e
ne suggerisce la soluzione con raffronti diversi. Per esempio,
nella prima parte si parla di "matematica disumana... o troppo
umana?", ma anche del professore di matematica, "questo
sconosciuto"; nella seconda parte si suggeriscono alcune soluzioni
(come usare parole chiare, far lavorare la fantasia ecc.); nella
terza parte, infine, si definisce la matematica "scienza della
separazione" e se ne fa un'analisi di tipo psicoanalitico,
anche se non si tratta di fare psicoterapia ma semplicemente di
eliminare il "terrore" che questa disciplina incute a
giovani e meno giovani e, soprattutto, di capire le origini di
questo terrore. Il libro è ovviamente consigliabile a tutti
i docenti di matematica, ma è anche un'ottima e stimolante
lettura per tutti coloro che della matematica hanno o hanno avuto
il terrore, e che poi l'abbiano vinto oppure no. |