| autore |
Peter PesicImre Toth |
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| titolo |
Matematica ed emozioni |
| editore |
Di Renzo Editore
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| collana |
I Dialoghi |
| anno |
2004 |
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pp. 72 |
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Una vita movimentata, segnata dagli eventi politici
del suo tempo e da una grande passione: la matematica.
Le vicende di ebreo e di comunista durante la seconda guerra mondiale, la prigionia,
la salvezza, i lutti si accompagnano alla passione per Cusano e per i grandi
matematici in un testo per nulla tecnico, che trasforma anche la più scientifica
delle materie in un momento di intensa spiritualità.
Imre Toth, matematico nato in Romania, si è interessato principalmente
al rapporto tra la creazione matematica e la speculazione filosofica, occupandosi
in particolare di geometria non euclidea e dei paradossi di Zenone. Ha insegnato
Filosofia e Storia della Matematica all’Università di Bucarest,
ed è stato professore ospite in importanti università europee e
d’oltreoceano, tra cui quelle di Francoforte, Regensburg, Princeton e all’École
Normale Supériere di Parigi, dove vive.
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| recensioni |
maecla.it, lunedì 6 settembre 2004, Bibliografica
matematica di Ivana Niccolai
Claudio Rosanova, che ringrazio, segnala
tale testo e precisa quanto segue: «Leggendo le prime quaranta
pagine del libro si può essere assaliti da un dubbio: "L'
autobiografia di Roth (poi cambiato in Toth) perché è stata
segnalata in questa bibliografia matematica?". Continuando a leggere,
ci si imbatte finalmente nel rapporto dell'autore con la matematica
e si comprende il filo invisibile che collega i vari capitoli.
La lettura dell'avventurosa vita dell'autore, un ebreo comunista più volte
scampato alla morte, è a mio avviso necessaria, oltre che avvincente e
densa di acute osservazioni, per meglio comprendere il legame e la sua passione
con la matematica. Spiritualità, filosofia, religione e riferimenti storici
rendono meno tecnica la trattazione; Toth ci trasmette il suo pensiero con arguzia,
sagacia e competenza, immergendoci in un virtuale salotto, davanti al camino
e trasportandoci piacevolmente nei meandri della sua tumultuosa esistenza terrena.
Un libro che consiglio di leggere tutto di un fiato.»
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Almanacco della Scienza, n.13 del 7 luglio 2004,
in libreria - Una vita tra numeri e avventura di Alessandro Sandorfi
Un libricino piccolo. Poche pagine ricche
di emozioni, proprio come recita il titolo: “Matematica ed emozioni” [Di
Renzo Editore, Roma]. Una vita drammatica quella di Imre Toth, autore
del libro. “Un evento poliziesco dietro l’altro […]
Prima devo fuggire, scappo, non so se mi salvo. Poi mi imprigionano,
mi condannano, riesco ad evadere, mi nascondo, mi trovano; scappo di
nuovo, quando mi trovano, mi mettono sul treno per Aushwitz e mi salvo”.
Una burrascosa militanza nel partito comunista ungherese, la distanza
dopo i fatti d’Ungheria del ’56, l’insegnamento della
filosofia, la Francia e l’amore per la matematica. Passione unica
e grande. Le pagine cui Toth affida il racconto del suo percorso intellettuale
sono davvero ricche di passione: la matematica come événement
de l’esprit, come unica espressione di libertà. Una libertà,
che da Aristotele a Cusano è manifestazione di due mondi e prerogativa
divina, veicolata da “un atto di cui solo l’essere umano è capace:
la negazione”. |
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Il Sole-24 ore, domenica 27giugno 2004, pag. 36
- Imre Toth, Enriques e i totalitarismi del ‘900 di Umberto
Bottazzini
« La matematica è l’espressione
di una libertà umana che si manifesta nella creazione di mondi,
che è una prerogativa divina, e questa creazione è veicolata
da un atto di cui solo l’essere umano è capace: la negazione».
Si tratta di un punto centrale nella concezione della matematica che
Imre Toth sostiene, avendo in mente soprattutto il tema dominante della
sua ricerca nel corso di tanti anni: la natura e lo statuto ontologico
delle geometrie non euclidee. Nella filosofia europea la negazione
ha un ruolo fondamentale, aggiunge Toth ricordando che secondo Nicola
Cusano si tratta di un «atto dello spirito che è la più alta
espressione della libertà». Cusano come Giordano Bruno,
Plotino come Spinosa e gli altri grandi mistici che hanno avuto una
funzione decisiva nella sua formazione. Le pagine cui Toth affida il
racconto del suo percorso intellettuale, Matematica ed emozioni[Di
Renzo Editore, Roma], sono davvero emozionanti. Come emozionanti e
avventurose sono state le sue vicende nella Seconda guerra mondiale,
segnate dalla persecuzione degli ebrei. «La mia vita è stata
drammatica» scrive Toth. Sembra la sequenza di un film. «Prima
devo fuggire, scappo, non so se mi salvo; poi m’imprigionano,
mi condannano, riesco a evadere, mi nascondo, mi trovano; scappo di
nuovo, mi mettono sul treno per Auschwitz e mi salvo. Si dice che per
vivere occorra un miracolo: per me, non uno è stato necessario,
bensì una catena di miracoli». Nel dopoguerra la burrascosa
militanza nel partito comunista ungherese, i “fatti d’Ungheria”,
e infine l’insegnamento della filosofia della matematica prima
in Germania, e poi in Francia. La matematica rappresenta per Toth «un événement
de l’esprit, immerso nel quadro etico-politico della presa di
coscienza della libertà». Lo spirito possiede una propria
autonomia e leggi proprie. «La matematica appartiene a questo
spirito e lo sviluppo della matematica non è che un movimento
proprio dello spirito». [...] |
| note |
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