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Che cosa vuol dire spiegare
un comportamento intelligente osservato in un essere umano, in
un altro organismo biologico o in una macchina?
Questo libro esamina la risposta innovativa
a tale quesito che è stata impostata dalla cibernetica e
dall'intelligenza artificiale, con il contributo fondamentale di
matematici come Norbert Wiener e Alan Turing.
Spiegare, secondo
questa impostazione, significa ricondurre a schemi comuni di funzionamento
organismi biologici e macchine capaci di manifestare comportamenti
intelligenti.
Prendendo spunto dal problema di capire come fanno le api e le
formiche del deserto a orientarsi nel loro territorio e dal problema
di costruire sistemi robotici
dotati delle stesse capacità, l'autore illustra i concetti fondamentali
soggiacenti a questa idea di spiegazione e tira un bilancio provvisorio dei risultati
finora ottenuti.
Il confronto con altri modelli di spiegazione del mentale, condotto contrastando
la tendenza a sottolineare differenze anche modeste fra programmi di ricerca,
permette di riconoscere una spiccata aria di famiglia tra gli schemi di spiegazione
funzionale messi in campo dalla psicologia cognitiva, dall'intelligenza artificiale
e dalle neuroscienze cognitive. Si perviene in questo modo a sviluppare una prospettiva
unitaria sulla scienza cognitiva e sui principali nodi epistemologici che essa
deve sciogliere, a partire dal ruolo delle emozioni e della coscienza nel processo
mentale fino al problema di ancorare le spiegazioni funzionali alla base fisica
del comportamento intelligente.
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| biografia |
Guglielmo Tamburrini si occupa di problemi epistemologici
della scienza cognitiva e dell'intelligenza artificiale. Insegna
epistemologia presso l'Università di Pisa dal 1998. In precedenza
ha svolto la sua attività di ricerca nel contesto multidisciplinare
dell'Istituto di Cibernetica "Eduardo Caianiello" del
CNR, dove è approdato nel 1984, avendo compiuto studi in
filosofia presso l'Università "Federico II" di
Napoli e la Columbia University di New York.
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