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Nel 1913, un impiegato indiano di 25
anni, Srinivasa Ramanujan, scrisse a G. H. Hardy, il più grande
matematico inglese dell'epoca, per sottoporgli alcune sue idee
sui numeri. Hardy si rese subito conto che la lettera era opera
di un genio, organizzò il viaggio di Ramanujan da Madras
a Cambridge, e così ebbero inizio un'amicizia e una collaborazione
tra le più singolari nella storia della scienza. Il giovane
indiano, sotto la guida di Hardy, concepì teoremi e congetture
che sbalordirono il mondo scientifico e che avrebbero avuto sorprendenti
applicazioni, a decenni di distanza, in settori come la chimica
e l'informatica. Dopo sette anni, tuttavia, Ramanujan, lontano
dalla famiglia e dalla patria, si ammalò e tornò in
India solo per morirvi.
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