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Nella prima metà dell’Ottocento viene
superato il “problema delle parallele” (teorizzato
nel III secolo a.C. da Euclide) e prendono forma le prime “geometrie
non euclidee”. Si assiste a una definitiva rottura e a un
profondo rinnovamento, pratico e concettuale, per tutta la cultura
scientifica. Uno dei protagonisti di questa vicenda è il
matematico russo Nikolaj Ivanovic Lobacevskij, rettore dell’Università di
Kazan’, la cui opera, prima del riconoscimento postumo, venne
ignorata e spesso derisa e vilipesa.
In questa interessante biografia vengono messi in luce i tentativi e i dubbi
circa l’originale soluzione che emerse dalle sue ricerche, oltre alla personalità di
Lobacevskij, che spesso dovette affrontare situazioni e sentimenti contrastanti
e muoversi in un ambiente ostile e in un clima politico e culturale teso. Il
libro spiega i risultati tecnici e concettuali dei suoi lavori, i quali permettono,
in seguito a un’ulteriore elaborazione da parte della comunità scientifica,
di rivoluzionare l’idea di spazio matematico, in cui è possibile,
già all’inizio del Novecento, scorgere un’utile rappresentazione
per le più moderne teorie fisiche.
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