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La storia della vita di Euler è spesso stata
presa come prototipo di dedizione totale al lavoro, di indifferenza
verso tutto quel che non è matematica, di umiltà e
di sbadatezza. In realtà, a ben leggere le tante biografie,
si ha limpressione di essere di fronte ad una persona piena
di coraggio (ma di un coraggio umile e schivo, non evidente, non
ostentato), piena di lealtà e di disponibilità umana.
Certo, se si contano le opere di questo personaggio e ci si prova
a ripartirle negli anni della sua vita, si ha limpressione
di trovarsi di fronte ad un lavoratore infaticabile, continuo, costante.
Molti Autori pongono laccento sul fatto che Euler abbia scritto in tutti
i campi della matematica, ma in nessun altro. Tuttavia non bisogna dimenticare
lardire intellettuale e la profondità filosofica delle famose "Lettere
ad una principessa in Germania", unopera che mostra lati della personalità di
Euler e le competenze che le sole opere di matematica non possono mostrare. Siamo
di fronte ad un grande personaggio, è evidente.
Per questo, dunque, la scelta di puntare lattenzione sulla
biografia di Euler è vincente; giovani studenti di scuola superiore,
un po in difficoltà in matematica, che cercano appigli
affinché questa materia sia considerata affare umano, affare
di tutti e non solo di quei pochi "eletti" che la capiscono,
possono davvero, nella vita di Euler, trovare qualche cosa che li affascini,
che li avvinca, che li convinca che la matematica è una disciplina
costruita da esseri umani e non da semidei o alieni; scoprire che grandi
teoremi, con nomi affascinanti, altro non sono se non il frutto di
un pensiero, di scelte, di ricerche compiute da persone normali, che
facevano i lavori per campare, che vivevano vite normali, con mogli
e figli, e case e viaggi, non è cosa da poco. Se poi questi
giovani studenti decidono di affrontare questa biografia trasformandola
in sceneggiatura da presentare sotto forma teatrale, allora la cosa
diventa entusiasmante. E bene fanno allora quegli insegnanti che, di
fronte al disinteresse più totale verso questa disciplina, decidono
di non insistere con il cognitivo esasperato e di diminuire le richieste
formali trasformando le ore di matematica in ore di rigenerazione di
interesse verso la matematica. Così fa in Ticino, da molti anni,
Filippo Di Venti nelle sue classi superiori; con i ragazzi studia biografie
e storie, trasforma la matematica in sfide intellettuali, le biografie
in sceneggiature e copioni, e porta in giro, per il Ticino e per lItalia,
la matematica e i matematici in teatro. Gli studenti sono costretti,
per scrivere i copioni, a leggere, a porsi domande, a risolvere problemi,
a studiare, ad apprendere; ma la matematica resta come "mascherata" dietro
la storia, le parti formali sono il frutto dellesigenza teatrale,
risolvere esercizi è calarsi nella storia e nelle storie, apprendere è facilitare
compiti recitativi. Insomma: certo non tutta la matematica, ma una
sua non piccola e non banale parte viene di fatto trasformata in storia
da recitare. Non solo "così almeno un po di matematica
si impara", ma molto di più resta della matematica
unidea viva, piacevole, attraente, fatta di esseri umani che
hanno pensato e detto delle cose, e non semplicemente fatta di formule
e libri stantii, scritti in lingue inusitate e superate, inutili, solo
ricettacolo di esercizi. Come non riconoscere in questattività un
merito infinito? Gli studenti, durante mesi e mesi, parlano di matematica
dentro e fuori dellaula, discutono e raccontano ad amici e parenti
qualcosa che, in qualche modo, ha a che fare con la matematica. In
quali altre occasioni questa cosa accade? In quali altre circostanze
la matematica viene narrata in modo costruttivo e positivo? In più,
sebbene preparato e costruito da giovani studenti non professionisti,
lo spettacolo è di grande livello, molto convincente, serio,
di alta professionalità. La cura posta nella stesura della storia,
nella trasformazione in sceneggiatura, nella scenografia non danno
limpressione di un gruppo di giovani costretti da un superiore
a qualche cosa che essi non amano; all contrario, limpressione
che se ne ricava è di grande esperienza, di grande serietà.
Molti insegnanti di matematica, dopo lo spettacolo, erano stupefatti
dallaver avuto la dimostrazione che la matematica è in
se stessa raccontabile, affascinante e ricca, piena di risvolti che
la possono far amare anche dagli studenti più recalcitranti,
basta trovare una maniera. Il teatro è una maniera.
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