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Questo libro si propone come
un invito alla storia della matematica attraverso brevi descrizioni
di curve piane, per un motivo o per l'altro degne di essere menzionate:
esse possono invogliare a percorrere l'affascinante itinerario del
pensiero umano nel campo matematico. L'itinerario proposto abbraccia
2500 anni di storia, senza propositi di rigore cronologico ma con
una ricercata fedeltà alle fonti. Ogni curva che viene presentata
nel testo è associata al suo ideatore e di quest'ultimo viene
tratteggiata la personalità: le biografie dei matematici sono
spesso ricche di episodi, di avvenimenti, di aneddoti curiosi, e
la parte matematica delle curve non può prescindere dalle
circostanze della loro creazione. Le curve celebri sono tali in quanto
celebri sono i loro autori.
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| recensioni |
recensione di Vinassa de Regny, E. L'Indice del
1999, n. 02
Le curve di cui parla questo libro non sono quelle che hanno
fatto sognare tante generazioni di spettatori cinematografici bensì quelle
che, sin dall'antichità, hanno attirato l'interesse e lo studio
di matematici e ingegneri, ma anche la curiosità di molti
artisti. Curve apparentemente "inventate", che però quasi
sempre si ritrovano tali e quali in molte manifestazioni della natura.
l testo contiene una panoramica molto vasta delle più importanti
curve geometriche, una panoramica praticamente completa che parte
da quelle legate ai tre grandi problemi dell'antichità - la
quadratura del cerchio, la trisezione dell'angolo e la duplicazione
del cubo - per arrivare fino alle "strane" curve dei nostri
giorni - la curva di Peano e la sua variante più recente,
i frattali di Mandelbrot - che, almeno in senso letterale, a curve
proprio non assomigliano.
Nascosto in mezzo a tante curve c'è, ovviamente, il
cerchio, curva semplice ma perfetta, che perfino Giotto disegnò per
dimostrare la sua abilità (così almeno si racconta).
C'è la spirale di Archimede, subito trasformata in strumento
per sollevare l'acqua. Ci sono curve strane come la lemniscata di
Jacques Bernoulli o la versiera di Gaetana Agnesi, oppure come la "scodella
di Galileo", la rappresentazione del metodo che il grande pisano
usava per calcolare il volume della sfera.
C'è la spirale logaritmica, la curva che disegna la
perfetta conchiglia del Nautilus ma che si ritrova anche nei fiori
di girasole (in doppia serie di curve che si avvolgono in senso contrario)
e in molte altre strutture botaniche. E la spirale logaritmica è una
curva davvero "naturale" (non che le altre non lo siano),
tanto da esser legata matematicamente alla serie di Fibonacci e alla
famosa "sezione aurea", il parametro estetico dell'antichità ma
anche di tanti artisti moderni.
Ci sono curve note e meno note, alcune - come la pelecoide
- addirittura sconosciute ai più. Tra le più note,
le sezioni coniche di Apollonio, utilizzate da Keplero per descrivere
le orbite dei corpi celesti, e il folium di Cartesio, tutta la gamma
delle cicloidi e le funzioni iperboliche, il trifoglio e la catenaria,
la curva che delinea il profilo dei ponti sospesi.
Nel complesso un libro gradevole e curioso, ma anche una vera
e propria piccola enciclopedia.
(E.V.R.)
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